Email Reputation: investire in newsletter e non farsi leggere da nessuno

Diversi fattori costruiscono la reputazione di una newsletter. Qualche cosa fuori posto e il destinatario non si accorgerà mai di voi.

 

Investire risorse nell’email marketing è senza dubbio molto saggio perché semplicemente funziona. Però quanto di quello sforzo raggiunge poi davvero il cliente?
Spesso non molto. Gli open rate sono tendenzialmente in picchiata da anni e in pochi sanno che spesso non dipende dalle capacità di chi ha curato i contenuti se poi nessuno legge quello che è stato preparato con cura. Copywriting e UX designer a volte non sono i colpevoli, anche se è facile prendersala con loro.
Facciamo subito un distinguo: ci sono diversi livelli di filtraggio che impediscono alla posta di essere vista, notata, letta.

Il primo è lo spam, la tua email finisce in un cestino che viene visto poco. Se non proprio quando uno controlla se il commercialista che dice di aver mandato dei documenti dice il vero o meno.

Poi c’è il filtro delle tab promozionali o dei social. Tab meno visibili dell’inbox, ma almeno le e-mail possiamo dire che siano giunte a destinazione.

Certo, una soddisfazione, perché molte non arrivano.
Ciascun servizio ha i suoi standard e superato un certo score, un certo livello di sospetta inaffidabilità, l’email non viene consegnata. E poco possiamo fare noi, perché difficilmente controlleremo tutti i parametri. Anzi alcuni non saranno mai in mano nostra. Vi faccio un esempio: se il vostro servizio di email marketing sopporta senza prendere provvedimenti l’iniezione di codice malevoli, gli antispam e i servizi di email secure getaway affideranno alla vostra posta un punteggio negativo perché usate strumenti con una cattiva reputazione.
Ecco perché molti nostri clienti ci chiedono di avere delle soluzioni affinché si possano recuperare anche le email marcatamente considerate inaffidabili dai servizi più popolari come quelli offerti da Microsoft e da Google.
Così in questo video racconto un po’ dei miei esperimenti con le email, con il CRM e con i filtri che ho avuto modo di vedere.
Spero sia per voi uno spunto di riflessione sull’importanza di avere una reputazione eccellente quando inviamo della posta.

 

 



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