
C’è un momento in cui un’applicazione smette di essere un semplice eseguibile locale e diventa un servizio distribuito. Per Blocco Note — o Notepad, nella sua denominazione originale — quel momento è arrivato in silenzio, nell’arco di due aggiornamenti che la maggior parte degli utenti ha probabilmente installato senza preoccuparsi di aprire le note di rilascio. Microsoft ha integrato Copilot, il suo assistente AI basato su modelli linguistici large (LLM, Large Language Models), direttamente nell’applicazione Notepad di Windows, trasformando un semplice editor di testo plain-text in uno strumento capace di suggerire completamenti, generare codice o riformulare note sulla base del contesto digitato.
In un contesto aziendale, dove Notepad viene spesso usato per scrivere appunti rapidi, snippet di configurazione o note sensibili, tipo password, tale integrazione solleva interrogativi tecnici sulla gestione dei dati personali e aziendali. Un testo aperto in Notepad rimaneva sul disco locale, punto. Con l’integrazione di Copilot questo perimetro si dissolve, imponendoci una valutazione consapevole che Davide partendo da un post di di Hedgie (@HedgieMarkets) su X (ex Twitter) in questo video affronta .

Per decenni, la sicurezza di Notepad era ineccepibile: un editor che accetta testo e lo scrive su disco non ha praticamente superficie d’attacco. Questa proprietà, banale eppure preziosa, è venuta meno nel momento in cui l’applicazione ha acquisito la capacità di interpretare markup, seguire link e comunicare con la rete.
La vulnerabilità CVE-2026-20841, classificata con un punteggio CVSS (Common Vulnerability Scoring System) di 8.8 su 10 e quindi di severità alta, ne è la dimostrazione più concreta.
Lo scenario non richiede particolari sofisticazioni: un file ricevuto via email, scaricato da un repository, condiviso in una chat aziendale. Se l’utente lo apre in Notepad e interagisce con un link, il vettore è attivato. In contesti dove l’utente opera con privilegi amministrativi locali — pratica ancora diffusa in molte PMI italiane — l’impatto si estende all’intero host. Microsoft ha rilasciato una patch correttiva il 10 febbraio 2026 tramite il consueto ciclo Patch Tuesday, ma il principio rimane valido indipendentemente dalla correzione specifica: la connettività di rete è necessaria per mantenere Copilot funzionale in Notepad, e quella stessa connettività ha aperto la porta a un vettore di attacco che in precedenza non esisteva. La semplicità proteggeva; la complessità ora ci espone.

Il tema più delicato, tuttavia, non è la vulnerabilità — che una volta patchata può dirsi mitigata sul piano tecnico — ma la struttura permanente di raccolta e trattamento del dato che l’integrazione IA introduce. Chi come Davide utilizza Blocco Note come buffer temporaneo: chiavi API generate al volo prima di trasferirle in un password manager, token di autenticazione, note riservate, appunti di sessione che non dovrebbero mai uscire dalla macchina locale. In questo contesto, l’interazione con Windows Recall modifica il modello di rischio in modo strutturale.
Recall è la funzione che effettua snapshot periodici dell’attività utente — essenzialmente screenshot a intervalli regolari — indicizzandoli semanticamente per consentire ricerche successive in linguaggio naturale. L’obiettivo dichiarato è la costruzione di una memoria persistente del comportamento dell’utente; il risultato collaterale è la creazione di copie persistenti di qualunque contenuto sia transitato sullo schermo, incluso ciò che l’utente considerava effimero. La combinazione di Recall attivo e Copilot in Notepad produce una catena di trattamento del dato particolarmente estesa: il testo nasce in locale, viene processato da LLM remoti per le funzioni IA, e potenzialmente indicizzato dallo snapshot di Recall. Tre livelli di persistenza dove prima ce n’era uno solo.
La risposta razionale a questo scenario non è il rifiuto aprioristico dell’intelligenza artificiale, né la negazione dei vantaggi operativi che Copilot può offrire in determinati contesti. È l’applicazione rigorosa di due principi fondamentali della sicurezza informatica: least privilege (privilegio minimo, ovvero limitare i permessi al minimo necessario) e data minimization (minimizzazione del dato, ovvero non raccogliere né trasmettere più informazioni di quelle strettamente necessarie allo scopo).
In ambito domestico e per uso individuale, le azioni sono dirette: disabilitare le funzioni Copilot nelle impostazioni di Notepad, disattivare Recall, e mantenere i privilegi locali al livello utente standard anziché amministrativo. Notepad continuerà a funzionare in tutte le sue funzioni base; le feature IA resteranno semplicemente inattive. In ambito enterprise, l’intervento deve essere strutturato e documentato: configurazione centralizzata tramite GPO (Group Policy Object, oggetti criteri di gruppo di Active Directory) e template ADMX per disabilitare i servizi IA non approvati, segmentazione della rete per limitare le comunicazioni verso endpoint cloud non classificati, revisione delle policy DLP (Data Loss Prevention, prevenzione della perdita di dati) per includere i nuovi canali introdotti dall’integrazione IA, e verifica sistematica dell’applicazione delle patch — inclusa quella specifica per CVE-2026-20841.
Il punto centrale è architetturale, non emotivo. Quando un’applicazione storicamente locale diventa un endpoint di servizi cloud, cambia il modello di rischio nella sua interezza: non in modo incrementale, ma in modo qualitativo. Copilot in Notepad offre funzionalità che in certi flussi di lavoro hanno un valore reale. Ma introduce anche una dipendenza infrastrutturale, una nuova catena di trattamento del dato e una superficie d’attacco che prima non esisteva. Per chi gestisce informazioni sensibili, la domanda pertinente non è se la funzionalità sia utile, ma se sia coerente con il proprio modello di sicurezza e con gli obblighi normativi applicabili. In molti contesti, la risposta più lineare resta quella più antica: meno funzioni, meno superficie esposta, maggiore prevedibilità del comportamento del sistema.
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