
Viviamo in un’epoca in cui i nostri dati sensibili sono costantemente a rischio. Contatti personali, email riservate, messaggi privati, credenziali d’accesso, documenti confidenziali sono nello smartphone che portiamo sempre con voi.
Se il dispositivo è compromesso, l’oggetto che abbiamo in tasca si trasforma in una porta spalancata per il furto di informazioni dalle conseguenze potenzialmente devastanti.
Se, come me e Davide, anche tu hai appena detto addio al tuo iPhone e stai muovendo i primi passi su GrapheneOS, preparati a un’esperienza… intensa. E ti anticipo che sarà probabile avere: l’impulso irrefrenabile di scaraventare il telefono dalla finestra, tremori alle mani quando si cerca un’app che non c’è più, emicranie da frustrazione digitale, e quel bisogno primitivo di urlare la propria disperazione nelle scale del condominio.
Respira! È tutto normale. Non sei solo in questa transizione, e soprattutto non dovi rassegnarti a una vita di sofferenza tecnologica. Con questa guida pratica, Davide ci accompagnerà passo dopo passo attraverso i primi, turbolenti giorni con GrapheneOS. L’obiettivo? Non solo aiutarti a sopravvivere al cambiamento, ma aiutarti a scoprire il piacere autentico di utilizzare un dispositivo che finalmente lavora per te invece che contro di te.
Preparati a riconquistare il controllo dei tuoi dati e, insieme ad essi, la tua tranquillità digitale.
Se hai appena installato GrapheneOS sul tuo Google Pixel, la prima e più importante regola è semplice quanto cruciale: non attivate i Google Services. Sono disabilitati di default, e questa non è una svista degli sviluppatori — è una caratteristica fondamentale. Sì, questo significa niente Play Store e tutto l’ecosistema Google che ci ruota attorno.
Non ti sto dicendo che devi rinunciare alla tua vita digitale né trasformarti in un eremita tecnologico. La verità è che puoi installare tranquillamente tutte le tue app essenziali — l’applicazione della banca, quella della palestra, il client di posta elettronica, e persino quelle app che hai scaricato per pura curiosità e che non ricordi neanche perché le hai — puoi fare tutto questo senza dover dipendere dai Google Services.
L’interfaccia in inglese al primo avvio non significa assolutamente nulla — è solo una questione di configurazione iniziale, basta cambiarla.
GrapheneOS è disponibile in tutte le lingue.
Nel giro di pochi giorni avrai tra le mani un dispositivo che svolge perfettamente il suo lavoro senza ficcanasare nei tuoi dati.
Iniziamo dalle fondamenta: non sei prigionieri dei default di Android. GrapheneOS non ti obbliga a utilizzare i gestures predefiniti di Android standard. Se ti senti più a tuo agio con un approccio diverso, hai piena libertà di personalizzazione.
Basta andate in Settings → Gestures
Oppure, se preferisci non perdere tempo a cercare, trovi tutto in System
Puoi optare per gestures più intuitivi o, se sei un nostalgico del vecchio stile, torna ai classici tre bottoni tradizionali (indietro, home, app recenti).
GrapheneOS include di default un App Store minimale sviluppato internamente dal team. È essenziale, funzionale, e soprattutto rispetta la tua privacy.
In verità potresti anche attivare i Google Services e il Play Store per avere accesso immediato a tutto l’ecosistema Android che conosci gia. Ma vuoi consiglio? Resisti, almeno all’inizio.
Oppure potresti usare il trucchetto del profilo separato: Se proprio i Google Services ti sono indispensabili, esiste una soluzione elegante che Davide ti spiga in dettaglio nel video. Creare un utente completamente separato, una sorta di “compartimento stagno” dedicato esclusivamente ai servizi Google. In questo modo mantieni la privacy nel profilo principale mentre hai accesso alle funzionalità Google solo quando strettamente necessario.
Prima di procedere oltre, assicurati sempre che il sistema sia completamente aggiornato. È una buona abitudine che ti garantirà le ultime patch di sicurezza e le funzionalità più recenti.
Crescent è un’alternativa più ricca e user-friendly all’App Store di base. È semplice da usare e ti darà accesso a una gamma più ampia di applicazioni.
Piccolo dettaglio pratico: Una volta installato, Crescent potrebbe non comparire immediatamente sulla tua home screen. Non preoccuparti — è normale. Semplicemente trascinalo dal drawer delle app direttamente sul desktop per averlo sempre a portata di mano.
Funzionalità essenziali di Crescent:
Interfaccia pulita e intuitiva
Possibilità di gestire le notifiche delle app (potete scegliere se attivarle o meno per ogni singola applicazione)
Accesso a repository sicuri e verificati
Crescent è semplice, diretto, efficace. Proprio come dovrebbe essere un buon App Store alternativo.
Adesso passiamo a due applicazioni salvavita:
Droidify è un eccellente strumento utile per scaricare applicazioni direttamente dau produttori, soprattutto quelle che non pubblicano i pacchetti sul Play Store. Vale davvero la pena tenerlo a portata di mano.
Scarica direttamente l’APK, il pacchetto di installazione. Salta qualsiasi store e cerca il package sul sito di Droidify. Scaricalo, aprilo ed installalo.
Questo store bypassa completamente il Play Store e permette di scaricare anche applicazioni commerciali senza autenticazione Google.
Scaricate l’APK da aurorastore.org. Una volta installato, lo trovate già nel vostro home.
Con queste due app, avete praticamente tutta la libertà di installare ciò che vi serve, senza dipendere dai Google Services o dal Play Store.
Vale comunque la pena di spulciare Crescent perchè ha una serie di applicazioni base utili, tra cui una gallery fondamentale per immagini, video, suoni, ecc.
Quando lanciamo Aurora store si crea un utente anonimo, dopodiché si scarica il package dell’applicazione direttamente sul dispositivo.
Ad esempio, applicazioni di navigazione come Maps.Me funzionano anche offline e non hanno bisogno di nulla di superfluo.
Ogni app ha permessi granulari, che possiamo gestire singolarmente:
Location → GPS
Network → dati e connessione TCP
Notifiche
Sensori
Con questa gestione granulare, puoi avere il massimo controllo senza rinunciare alle funzionalità che ti servono.
Visto che ora sei diventato un po più esperto non ti dimenticare di dare un’occhiata ai settaggi principali e sceglire cosa preferisci. Intendo:
Per commutare da un utente all’altro — dal principale, l’Owner (che magari proteggiamo con un PIN), a quello d’appoggio, che abbiamo chiamato Google — è semplicissimo:
Clicca sul simbolo dell’utente→ Seleziona l’utente desiderato
Per tornare all’Owner, stessa cosa, ma ricorda il PIN.
E questo è tutto per avviare la tua user experience su GrapheneOS con piacere e senza stress!
PS: Se qualcosa non è chiaro o incontri ostacoli, scrivici: posso aggiungere altri contenuti per superare quei piccoli problemi che inevitabilmente saltano fuori.
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