Una volta acquistato, un PC viene settato con il sistema operativo usato in azienda, che magari è un sistema operativo ottimizzato per i PC di modello precedente e non per questo in particolare. Dopodiché, il PC è da mantenere: richiede aggiornamenti e manutenzione; inoltre va reso sicuro per non perdere i dati salvati. Allora perché non virtualizzare i PC alla stessa maniera dei server? Invece di avere 50 PC da gestire su 50 scrivanie, è meglio gestirli tutti centralmente, virtualizzandoli sui server. In tal modo, ogni modifica da apportare ai PC viene eseguita centralmente, senza dover passare da ogni PC fisico.
Questa soluzione presenta dei tre grossi limiti:
XenDesktop permette di creare un’unica immagine per tipo di PC: un’immagine per i PC con Vista e una per i PC con XP. Oltre all’immagine, per ogni PC viene salvato il settaggio; in questa maniera si riescono a gestire 100 PC con una sola immagine, che grava sullo storage per 20 GB, non 1,5 TB. E per applicare una patch non c’è bisogno di un tool che la replichi su ogni PC, basta aggiornare l’immagine.
Le prestazioni sono ottimali, poiché il collegamento al PC virtuale avviene tramite protocollo ICA.
Inoltre, XenDesktop consente la gestione integrata del PC virtuale e fisico: la macchina virtuale individua automaticamente i dispositivi locali disponibili, per cui un dispositivo USB inserito nel PC fisico compare automaticamente tra le Risorse della macchina virtuale, allo stesso tempo permette l’utilizzo di una stampante locale tramite i driver del PC fisico, senza il bisogno di caricarli prima sul PC virtuale.
XenDesktop include una serie di componenti per migliorare le performance del PC virtuale.
Scopri come virtualizzare anche le tue applicazioni
nella sesta parte dell’intervento di Marco Frigerio.»
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