
Hypervisor, che nome astruso. È quel pezzo di software che serve a virtualizzare i server e i PC. Normalmente parlare di Hypervisor (Hyper-V, VMware vSphere, Citrix XenServer…) è noioso.
Tranne quando siamo in momenti magici come ora.
Xen è un progetto open source nato a Cambridge nel 2003, comprato da Citrix nel 2007, ribattezzato XenServer, rimesso nel mondo open source nel 2013. Citrix continua a farlo evolvere lavorando assieme alla community xenserver.org. Xen è il motore del cloud più grande del mondo, Amazon EC2.
Ho conosciuto alcuni sviluppatori del team xenserver.org e ho visto come attorno a Xen si stia creando un ecosistema nuovo. Gli sviluppatori della community fanno da cinghia di trasmissione tra le richieste degli utenti finali e le release commerciali di Citrix, ma la cosa spettacolare è che, spesso, nella community le novità nascono con un certo spirito di originalità, dai sogni degli sviluppatori più appassionati.
Cosa sogna uno sviluppatore open source? Di creare qualcosa di originale, di nuovo e independent minded. Essendo sviluppatori di un Hypervisor hanno creato:
La console di XenServer: la semplicità è scaricare un mini-programma da 50MB che si installa in 30 secondi, si può installare tutte le volte che si vuole, non ha bisogno di licenze per funzionare e, soprattutto, non è un punto critico dell’infrastruttura virtuale.
Sicuro: dentro al team di xenserver.org è nato Xen-Orchestra, un software in grado di creare in meno di un’ora un sistema di disaster recovery completo. Tutto il software sta su un’appliance virtuale di 15 GB, anch’esso non point-of-failure. In classico stile Linux, Xen-Orchestra non si paga, si paga il canone annuo di supporto.
Libero dai vincoli: gli sviluppatori open source detestano le configurazioni hardware particolari, i sistemi costosi, le SAN. Inevitabile che l’ideale di libertà sia un hyperconvergence system* ed ecco che ora Nutanix Hyperconverged Solution annuncia il supporto di XenServer. Sul versante open, xenserver.org ha pubblicato pochi giorni fa XOSAN un hyperconvergence system in grado di usare server generici, dischi generici, collegati con schede standard a 10 Gbit.
Citrix è agnostica rispetto all’hypervisor, le sue soluzioni di Virtual Desktop funzionano su qualsiasi sistema virtuale. Detto ciò, più XenDesktop e XenApp funzionano velocemente su un hypervisor, meglio è per Citrix. Se il progetto Xen insegue le massime prestazioni, lo dobbiamo a Citrix che vuole rimanere in vetta alle prestazioni dei desktop virtuali.

Il 24 febbraio scorso Citrix ha annunciato XenServer 7.1 e in contemporanea XenDesktop 7.13. Non era mai capitato che
questi gruppi di sviluppo rilasciassero insieme una nuova versione. Citrix vuole dare il segnale che anche l’hypervisor fa parte del miglioramento costante dell’intera piattaforma.
Cosa c’è di nuovo e degni di nota fra le migliorie? Direi che non c’è poco:
Il momento magico di XenServer è anche il momento magico per il portafoglio del cliente.
Perché al punto di vista del licensing:
Perché dal punto di vista della sicurezza:
Quindi, se vuoi far girare velocemente i desktop virtuali, XenServer 7.1 è sicuramente l’opzione ideale come rapporto tra prezzo e prestazioni. Inoltre, oggi si presenta anche come soluzione ottimale anche come Hypervisor general-purpose.

* Un sistema iperconvergente consente il superamento della tradizionale struttura in alta affidabilità basata su host, SAN, switch. Tutto converge in una serie di elaboratori collegati assieme. Il risultato è la somma delle potenze elaborative e la somma degli spazi disco di ogni singolo elaboratore. Si può paragonare a quello che un sistema RAID è per lo storage.
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