Il cloud chiama. Ma l’Italia risponde?

Scritto il 16/12/2013
 

Milano, 26/06/2013 – L’Osservatorio Cloud & ICT as a Service, ha reso noti i risultati di uno studio che ha censito:

  • 700 imprese, di cui 200 grandi aziende e 500 PMI.
  • 30 aziende dell’offerta, fra cui fornitori di tecnologia e partner.
  • 250 startup sotto osservazione.
  • 150 casi di studio approfonditi.

PMIQuesti i dati emersi: dal punto di vista economico il valore del mercato Cloud in Italia è passato dai 443 milioni di € del 2012 a una previsione di 493 milioni di € nel 2013. Un mercato certamente in crescita ma che rappresenta solo il 3% dell’universo IT/ICT italiano

Dall’analisi dell’adesione al Cloud (46% Public Cloud e 54% Private Cloud) emerge che il 95% riguarda grandi realtà aziendali e solo il 5% PMI: un dato preoccupante, soprattutto in un paese come il nostro che ha nelle PMI il cuore pulsante dell’economia.

E all’estero cosa succede? Il confronto sottolinea un ritardo tutto italiano. Le principali nazioni presentano mercati cloud più ricchi e crescono più velocemente. Indonesia, Messico, Argentina e Polonia registrano tassi di crescita fino a tre volte quello italiano.

Un ritardo da colmare di fronte di vantaggi censiti, numerosi e tangibili: economici, gestionali ed anche ambientali

  • Oltre il 40% dei dirigenti e dipendenti d’azienda utilizzano il cloud computing per motivi di business
  • Il cloud fa bene anche all’ambiente. Il 65% delle aziende ha ridotto lo spreco di energia passando alle tecnologie cloud.
  • Anche le città vedono i benefici del cloud. Los Angeles, passando dai software desktop di Novell’s GroupWise a delle cloud apps, ha risparmiato circa 5 milioni di dollari in spese di gestione.
  • L’80% delle aziende ha sperimentato enormi progressi già 8 mesi dopo il passaggio alla nuvola
  • Il cloud computing sta crescendo grazie anche alla diffusione dei dispositivi mobile
  • È stimato che, un passaggio totale al cloud in Europa, è in grado di creare 300mila nuovi business, e dai 300mila al milione di nuovi posti di lavoro entro 5 anni.

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