La scorta di indirizzi IP è ufficialmente finita. L’allarme è stato lanciato alcune settimane fa nel corso di una gremita conferenza a Londra da uno dei massimi esperti mondiali di internet, Vinton Cerf, vicepresidente di Google ed ex presidente della Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (Icann), praticamente il padre degli indirizzi IP.

Mr. Cerf ritiene che entro i prossimi 12 o 18 mesi ognuno dei 4,3 miliardi di indirizzi IP saranno stati assegnati e Internet, almeno per come esiste oggi, avrà raggiunto la sua piena capacità.

Tutto questo accade dopo solo trent’anni dalla creazione del primo indirizzo internet: probabilmente il boom che la rete sta vivendo, anche nei paesi in via di sviluppo, ha fatto esaurire tutti i miliardi di indirizzi che lo standard IPv4 è in grado di generare.

E ora? Già da tempo si sta lavorando a un nuovo standard che supporterà un numero virtualmente inesauribile di dispositivi, e assicurano gli esperti che il nuovo standard denominato l’IPv6 è già a buon punto.

Qualche motivo di preoccupazione però sembra esserci poiché i due sistemi risultano in molti punti non compatibili. Il timore maggiore è sulle tempistiche della transizione e sui possibili guasti e black out. Le major del web (Google, Youtube, Facebook…) insieme ai produttori di PC si dicono già pronti e i principali sistemi operativi – come Microsoft Windows 7 e Apple Mac OS X – hanno al loro interno anche il nuovo sistema.

World IPv6 Day: prove generali di IPv6

Il giorno delle prove generali è stato fissato per il prossimo 8 giugno quando si terrà il World IPv6 Day: per 24 ore consecutive verrà utilizzato il nuovo protocollo IPv6 da Google, Yahoo, Facebook e altre importanti aziende del settore.

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