Da tempi insospettabili sono sostenitore del motto

la postazione di lavoro non e’ dove sei, non e’ quello che hai, ma cosa fai

Chi segue i miei seminari, infatti, sa bene che questa frase non manca mai nelle mie presentazioni. E’ nella prima slide, quella che utilizzo per presentarmi.

Mi è sembrato quindi naturale, qualche tempo fa, decidere che era ora di tenere i piedi a mollo il più a lungo possibile e di migrare verso lidi sempre caldi e soleggiati.

Ma come la metto con il lavoro? Qualche notte ho dormito, la mia ansia era rivolta più sulla parte relazionale e di gestione che sugli aspetti tecnologici, non per vantarmi sono un guru del VDI e il mio Safetycloud Virtual Desktop è una bomba.

I timori erano su come gestire al meglio il mio team da remoto, come mantenere alta la soddisfazione dei collaboratori e come realizzarere, finalmente, il sogno di un’azienda in cui si lavora in maniera asincrona.

Stefano Denna

Ma cos’è per me lavorare in un’azienda asincrona? Non è nulla di molto distante da quello che accade quando sono in ufficio, si aggiunge giusto qualche piccola considerazione. Non ci si aspetta dall’interlocutore una risposta istantanea (anche in caso di quadratura del cerchio). Tanto meno ci si fionda nell’ufficio altrui (l’interlocutore potrebbe essere in smartworking) Quando si parla poi di posta elettronica ci si aspetta che il destinatario ti risponda in maniera esauriente nei tempi a lui più congeniali.

Fare questo non è semplice, le abitudini spesso sono radicate, anche le mie sono. Gli strumenti tecnologici sono venuti in aiuto a me e alla mia squadra. In particolare l’affidabilità di un buon ERP come Gest.online ci ha aiutato ad automatizzare il più possibile. Con un buon project manager come ClickUp abbiamo poi trasformato tutto in progetti e tracciato ogni attività.

Ma non è tutto e in questa videointervista faccio il bilancio di questi primi sei mesi, e assieme a Stefano Denna, coach d’impresa ed ideatore di Evolution Game, come il suo aiuto è stato fondamentale per supportarci nel portare avanti il progetto di fare di Serverlab e Centranet qualcosa di molto diverso.

La prima cosa che ho capito dal lavoro assieme a Stefano è che quando uno sa esattamente chi è e che cosa fa, lavora e vive meglio.

I nostri incontri hanno avuto cadenza mensile e nel primo ognuno di noi ha dato la definizione di come vede se stesso, i colleghi e di come vede il proprio ruolo. Abbiamo fatto quella che si definisce la SWOT Analysis. Una giornata lunga, ma quello che è emerso ci ha dato modo di lavorare su di noi sia singolarmente che come gruppo. Con l’aiuto di Stefano siamo riusciti a tirare fuori dalle persone quello che desiderano e quello che sentono l’uno dall’altro. Scopo? Ognuno faccia al meglio quello che si sente senza che gli venga imposto. In questi mesi sono venuti fuori i caratteri di ognuno, il business ci ha guadagnato, io ho i piedi sempre a mollo e persone che già si conoscevano ora si conosco molto di più.

Mi viene in mente quell’americano che dice che devi assumere le persone con cui avresti voglia di stare al bar, ecco è così.

Spero di essere stato un buon spunto di riflessione anche per te. Se hai delle domande scrivimi pure in questo form.

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