Stefano Castelli

Il tecnico è quello della caldaia, io sono un sistemista!

Scritto il 18/11/2015 • News Eventi, System integration

Dopo quasi vent’anni che faccio questo lavoro e che ho girato aziende di tutta Italia (qualcuna anche in Europa) penso di essere stato chiamato con tutti i nomi possibili. Quando entro dalla porta sento “è arrivato…
…quello dei computer”
…lo smanettone”
…oddio, adesso non va più niente!!!”
…l’Informatico”
…il programmatore”
…il tecnico”


il TECNICO”…

SistemistaNulla da eccepire, chiaramente sono un tecnico e chiaramente lavoro “nei computer” ma questa definizione non mi è mai piaciuta.
Mi piacerebbe essere chiamato, oltre che col mio nome (i miei genitori ne hanno dato uno anche a me), anche sistemista!

Io sono un sistemista

Il mio è un lavoro preciso, complesso e variegato e di difficilissima definizione, la cosa più vicina ad un sistemista è il medico.
Sì, ma con la differenza che il sistemista può fare un backup!
In realtà il paragone col medico/dottore/specialista è per certi versi riduttivo, noi spesso creiamo dove non c’è nulla, innestiamo nuovi componenti dov’è necessario, allarghiamo spazi stretti. Andate da un dottore e chiedete che vi metta due braccia in più. Lui non ci riesce, noi (nel nostro campo) sì!
Il nostro lavoro è fatto di esperienza, di ricerca, di istinto; non ci si può improvvisare sistemista, ogni scelta che facciamo dobbiamo sapere a priori che ripercussioni avrà su tutti gli operatori che lavorano ai propri pc e su tutti i programmi utilizzati.
Dobbiamo avere una visione d’insieme, dobbiamo sapere cos’è meglio per i nostri clienti anche quando questi non lo sanno. Perché ogni tanto capita che non lo sappiano.
Il nostro compito è quello di  capire quali sono le esigenze delle persone che abbiamo di fronte perché ciò che va bene in un’azienda non va bene per quella della strada a fianco. E noi dobbiamo capirlo ed essere flessibili.
CaldaistaIn un certo senso dobbiamo essere anche dei traduttori, dobbiamo tradurre l’informatichese in un linguaggio umano compresibile anche a chi non ha alcuna cultura digitale. Senza questo ruolo di “traduzione” quotidiano, per quanto possa essere fatto bene, il nostro lavoro sarà sempre percepito come una “diavoleria” incomprensibile e senza un gran valore.

Così capita che alla fine dobbiamo essere un po’ anche dei maghi, facendo sembrare semplice ciò che in realtà è molto complesso.
Per questo non chiamatemi tecnico, quando entro dalla porta della vostra azienda dite: “È arrivato il mio sistemista!“.

p.s. nessun caldaista è stato maltrattato per la stesura di questo articolo.

 

Il lavoro del Sistemista

Serverlab