Xen Desktop e la rivoluzione del VDI

Scritto il 30/05/2008
 

Quinta parte dell’intervento di Marco Frigerio a Imola il 30 aprile 2008


Una volta acquistato, un PC viene settato con il sistema operativo usato in azienda, che magari è un sistema operativo ottimizzato per i PC di modello precedente e non per questo in particolare. Dopodiché, il PC è da mantenere: richiede aggiornamenti e manutenzione; inoltre va reso sicuro per non perdere i dati salvati. Allora perché non virtualizzare i PC alla stessa maniera dei server? Invece di avere 50 PC da gestire su 50 scrivanie, è meglio gestirli tutti centralmente, virtualizzandoli sui server. In tal modo, ogni modifica da apportare ai PC viene eseguita centralmente, senza dover passare da ogni PC fisico.

Questa soluzione presenta dei tre grossi limiti:

  • L’utente ha bisogno di un altro device per accedere al PC virtuale;
  • Il PC fisico si connette alla macchina virtuale tramite il protocollo RDP di Windows, che dà performance problematiche soprattutto in WAN. Questo accade quando un software di virtualizzazione si affida a una tecnologia esterna, come il protocollo RDP di Windows, che ha obiettivi diversi da quelli perseguiti dal software. Per risolvere il problema si rende necessario l’utilizzo di un tool.
  • Windows Vista richiede tra i 16 e i 18 GB per l’immagine di un PC virtualizzato: significa che un’azienda di 100 PC necessita di uno storage di 1,5 TB solo per virtualizzare i PC. A questo si aggiungono le difficoltà di gestione di tutte queste macchine virtuali: per apportare una patch o un service pack bisogna munirsi di un altro tool in grado di replicare l’aggiornamento su tutti i PC.

XenDesktop permette di creare un’unica immagine per tipo di PC: un’immagine per i PC con Vista e una per i PC con XP. Oltre all’immagine, per ogni PC viene salvato il settaggio; in questa maniera si riescono a gestire 100 PC con una sola immagine, che grava sullo storage per 20 GB, non 1,5 TB. E per applicare una patch non c’è bisogno di un tool che la replichi su ogni PC, basta aggiornare l’immagine.

Le prestazioni sono ottimali, poiché il collegamento al PC virtuale avviene tramite protocollo ICA.

Inoltre, XenDesktop consente la gestione integrata del PC virtuale e fisico: la macchina virtuale individua automaticamente i dispositivi locali disponibili, per cui un dispositivo USB inserito nel PC fisico compare automaticamente tra le Risorse della macchina virtuale, allo stesso tempo permette l’utilizzo di una stampante locale tramite i driver del PC fisico, senza il bisogno di caricarli prima sul PC virtuale.

Gli strumenti di XenDesktop

XenDesktop include una serie di componenti per migliorare le performance del PC virtuale.

  • Il misuratore di performance fornisce indicazioni sulle performance del PC virtuale, sul consumo di ogni applicazione, sugli eventuali crash, ecc.;
  • Lo strumento che genera il report della qualità della performance dell’applicazione del PC virtuale lato cliente, ovvero come viene percepita dall’utente remoto sul suo PC fisico;
  • Il client d’ottimizzazione di banda;
  • Lo strumento di integrazione con la voce;
  • Il Provisioning per le immagini che contengono i PC (una sola immagine nello storage per più PC);
  • Lo strumento di gestione dei diversi livelli d’accesso, in base alle caratteristiche dell’utente.

Scopri come virtualizzare anche le tue applicazioni
nella sesta parte dell’intervento di Marco Frigerio.»

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